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Insegnare e apprendere per problemi: dal linguaggio naturale all’algebra

Un percorso didattico completo per comprendere un problema, tradurlo dal linguaggio naturale all’algebra e scegliere strategie come invarianti, divisibilità e ragionamento a ritroso.

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20 min

Risolvere un problema non significa soltanto eseguire calcoli: significa capire la domanda, selezionare le informazioni necessarie e riconoscere la relazione che lega dati e incognite. Questo percorso, nato nel corso per neoassunti 2011-2012, accompagna gradualmente dal linguaggio naturale a quello algebrico e mostra anche quando un’equazione non è la strada più immediata.

Materiale originale stampato il .

1. Riassunto

Nell’apprendimento della matematica gli alunni manifestano spesso difficoltà o incertezze nella risoluzione dei problemi. È quindi utile proporre attività che facciano interiorizzare un percorso guidato, fino a rendere autonoma la capacità di risolvere correttamente una situazione problematica.

Il disagio davanti a un problema compare presto. Per interpretare il testo occorre allenare quattro operazioni fondamentali:

  • comprendere il testo in modo ragionato;
  • riconoscere e individuare i dati e le informazioni indispensabili;
  • riconoscere la domanda, o le domande, del problema;
  • cogliere le relazioni esistenti fra i dati e ciò che viene richiesto.

2. Ho un problema: come posso risolverlo?

Ogni volta che dobbiamo affrontare un problema, la prima domanda è: di che tipo di problema si tratta?

Cinque tipi di problema e relativi esempi
Tipo di problemaEsempio e osservazione
Problema che non si può risolvere

Luca gioca a carte con Marco e vince la partita. Con quanti punti ha vinto?

Il problema non si può risolvere: mancano informazioni indispensabili. Sapere che Luca è stato bravo non basta per determinare il punteggio.

Problema che non è un vero problema

Paola ha 8 anni. La sua amica Anna è nata lo stesso giorno dello stesso anno. Quanti anni ha Anna?

La risposta è già contenuta nel testo: le due amiche hanno esattamente la stessa data di nascita, quindi Anna ha 8 anni.

Problema risolvibile con un’azione

Andrea deve svolgere un compito assegnato a scuola, ma si accorge che il quaderno è finito. Come può eseguire il compito?

Il problema si risolve agendo: Andrea prende un quaderno nuovo.

Problema risolvibile con un calcolo aritmetico

Filippo possiede 35 figurine e il nonno gliene regala altre 12. Quante figurine possiede in tutto?

Serve un’addizione: 35 + 12 = 47.

Problema risolvibile con un’intuizione

Un mazzo francese completo di 52 carte, tutte dello stesso spessore, misura 1,3 cm visto di lato. Quanto misurerebbe togliendo tutti i re? È disponibile un righello e bisogna rispondere in un minuto.

I quattro re vengono rimossi e restano 48 carte. Lo spessore è proporzionale al numero di carte: 1,3 × 48/52 = 1,2 cm. Il righello non serve, perché basta la proporzione.

3. Da dove partire?

Per risolvere problemi servono abilità diverse, ma comprendere la domanda è fondamentale. Altrimenti rischiamo di risolvere un altro problema e ogni abilità di calcolo diventa inutile.

In un test di ammissione a Medicina venne proposta questa domanda: «Quattordici persone vanno in gita. Muoiono tutte tranne nove. Quanti sono i superstiti?»

Possibili risposte: a) 14; b) 9; c) 5; d) 23.

Più della metà dei candidati scelse 5: la forma della frase induce il cervello a calcolare automaticamente 14 − 9. Analizziamo invece il testo.

Analisi ragionata della domanda sui superstiti
Di chi si parla?Di persone.
Quante sono?14.
Quante persone muoiono?Tutte tranne 9.
Quante sopravvivono?9.

Il primo sottoproblema è dunque sempre: che cosa chiede il problema? Se la richiesta non è chiara, il ragionamento successivo non può portarci alla risposta corretta.

4. Dal linguaggio naturale al linguaggio algebrico

Molti problemi si risolvono traducendo i dati in linguaggio algebrico, ma il passaggio non è immediato. L’algebra rende visibile una regola che, nei casi numerici, può restare nascosta.

Consideriamo la frase: «Io e te abbiamo insieme 40 anni». Conoscendo una delle due età, possiamo determinare l’altra:

io ho 30 anni  →  tu hai 40 − 30 = 10 anni
io ho 35 anni  →  tu hai 40 − 35 = 5 anni
io ho x anni   →  tu hai 40 − x anni

Dire soltanto che 30 + 10 = 40 e 35 + 5 = 40 verifica i due esempi, ma non esplicita ancora la regola. La regola numerica è «sottrarre l’età conosciuta da 40»; la sua formulazione algebrica è x ↦ 40 − x.

Quando sappiamo svolgere un procedimento con i numeri, dobbiamo chiederci quale regola abbiamo utilizzato e provare a formularla algebricamente.

5. Problemi guidati

Per abituare gli studenti a tradurre il linguaggio naturale in algebra è utile guidarli con domande mirate. Nei problemi seguenti fingiamo di conoscere la risposta, la rappresentiamo con una lettera e usiamo le informazioni del testo per costruire l’equazione.

5.1. Problema guidato 1: l’età di Claudia

Se chiedessimo a Claudia quanti anni ha, risponderebbe: «Se fossi più vecchia di 4 anni, supererei i 20 di tanti anni quanti in realtà me ne mancano». Quanti anni ha?

Traduzione del problema sull’età di Claudia
Età attuale suppostax
Età se fosse più vecchia di 4 annix + 4
Anni che oggi le mancano per arrivare a 2020 − x
Equazionex + 4 = 20 + (20 − x)
x + 4 = 20 + 20 − x
x + x = 40 − 4
2x = 36
x = 18

Claudia ha 18 anni. Se ne avesse quattro in più, ne avrebbe 22 e supererebbe 20 di 2 anni, gli stessi che oggi le mancano.

5.2. Problema guidato 2: le risposte di Alberto

La nonna propone ad Alberto venti domande. Gli regala 3 euro per ogni risposta esatta e gliene toglie 2 per ogni risposta sbagliata. Alla fine Alberto riceve 10 euro. Quante risposte ha dato correttamente?

Traduzione del problema delle risposte
Risposte esatte suppostex
Risposte sbagliate20 − x
Guadagno per le risposte esatte3x
Perdita per le risposte sbagliate2(20 − x)
Saldo3x − 2(20 − x) = 10
3x − 40 + 2x = 10
5x = 50
x = 10

Alberto ha dato 10 risposte esatte e 10 sbagliate: ha guadagnato 30 euro e ne ha persi 20, con un saldo di 10 euro.

5.3. Problema guidato 3: le monete del distributore

Un distributore di bevande calde accetta monete da 0,50 €, 1 € e 2 €. Nel contenitore ci sono complessivamente 100 €. Le monete da 1 € sono il triplo di quelle da 0,50 €; quelle da 2 € sono 45 in meno delle monete da 1 €. Quante monete ci sono per ogni taglio?

Traduzione del problema delle monete
Monete da 0,50 € suppostex
Monete da 1 €3x
Monete da 2 €3x − 45
Valore complessivo(1/2)x + 3x + 2(3x − 45) = 100
x + 6x + 12x − 180 = 200
19x = 380
x = 20

Ci sono 20 monete da 0,50 €, 60 monete da 1 € e 15 monete da 2 €. La verifica è 10 + 60 + 30 = 100 €.

5.4. Problema guidato 4: il quadrato di alunni

Questo problema è più difficile: bisogna chiedersi che cosa non cambia nelle due situazioni? Inoltre l’incognita non coincide direttamente con la risposta.

Disponendo gli alunni della classe in un quadrato ne avanzano 8; aumentando di uno il lato del quadrato, manca invece 1 alunno. Quanti sono gli alunni?

Traduzione del problema del quadrato
Lato del primo quadrato suppostox
Numero degli alunni nella prima disposizionex² + 8
Lato del secondo quadratox + 1
Numero degli alunni nella seconda disposizione(x + 1)² − 1
Equazionex² + 8 = (x + 1)² − 1
x² + 8 = x² + 2x + 1 − 1
8 = 2x
x = 4

Gli alunni sono 4² + 8 = 24, oppure 5² − 1 = 24.

6. Formalizzazione del problema dei polli e dei conigli

Spesso un problema può essere risolto senza equazioni, ma il ragionamento richiesto non è sempre evidente. Succede una cosa interessante: se lo risolviamo prima in forma generale, usando parametri - dati noti rappresentati da simboli anziché da numeri - la formula ottenuta rivela il ragionamento aritmetico che poteva essere sfuggito.

Un contadino alleva polli e conigli. Possiede 55 capi con complessivamente 160 zampe. Quanti sono i conigli e quanti i polli?

Teste e zampe nel caso numerico
QuantitàConigliPolli
Numero di animalix55 − x
Numero di zampe4x2(55 − x)

L’affermazione «complessivamente sono 160 zampe» produce l’equazione:

4x + 2(55 − x) = 160
4x + 110 − 2x = 160
2x = 50
x = 25 conigli
55 − x = 30 polli

Generalizzazione

Supponiamo ora che il contadino possieda T animali con complessivamente Z zampe. Se x è il numero dei conigli, i polli sono T − x. Le zampe dei conigli sono 4x e quelle dei polli 2(T − x).

4x + 2(T − x) = Z
4x + 2T − 2x = Z
2x = Z − 2T
x = (Z − 2T) / 2                 conigli
T − x = (4T − Z) / 2             polli

Perché il problema produca conteggi interi e non negativi, T e Z devono essere interi, Z deve essere pari e deve valere 2T ≤ Z ≤ 4T. In queste condizioni entrambe le formule restituiscono conteggi interi compresi fra 0 e T.

Le due formule hanno un significato concreto. 2T è il numero di zampe che avremmo se tutti gli animali fossero polli. La differenza Z − 2T lascia due zampe in più per ogni coniglio; dividendo per 2 otteniamo quindi i conigli.

Analogamente, 4T è il numero di zampe che avremmo se tutti fossero conigli. La differenza 4T − Z lascia due zampe per ogni pollo; dividendo per 2 troviamo i polli. L’algebra ha reso esplicito un procedimento aritmetico.

7. Non è sempre facile

Più problemi osserviamo, più diventa evidente che una traduzione meccanica dal linguaggio naturale non basta. Bisogna elaborare le informazioni, riflettere su di esse e ricavarne altre. Non esiste uno schema unico, oltre al processo generale di elaborazione dell’informazione.

Due domande sono però spesso decisive:

  • dove si trova l’uguaglianza?
  • che cosa non cambia nelle situazioni descritte?

Tre situazioni da esplorare

  1. Ci sono 158 studenti e le ragazze sono più numerose dei ragazzi. Un undicesimo delle ragazze porta gli occhiali, mentre un settimo dei ragazzi porta gli occhiali. Quanti sono i ragazzi e quante le ragazze?

  2. A un tavolo siedono fratelli e sorelle. Aldo dice: «Il numero dei miei fratelli è uguale al numero delle mie sorelle». Claudia dice: «Il numero dei miei fratelli è il doppio del numero delle mie sorelle». Quanti sono i fratelli e quante le sorelle?

  3. Marco ha 6 anni più della moglie Mara. Marco dice: «Quattro anni fa ero sposato da un numero di anni pari alla metà della mia età di allora». Mara dice: «Fra dieci anni avrò trascorso da sposata due terzi della tua vita». Da quanti anni sono sposati e quanti anni ha ciascuno?

Il documento originale sviluppa in dettaglio il primo esempio; gli altri due mostrano quanto possa essere impegnativo individuare l’uguaglianza nascosta nelle relazioni familiari e temporali.

7.1. Ragazzi e ragazze: usare la divisibilità

Nel primo esempio non compare subito un’equazione evidente, ma dal testo possiamo dedurre due vincoli:

  • se un undicesimo delle ragazze porta gli occhiali, il numero delle ragazze deve essere un multiplo di 11;
  • se un settimo dei ragazzi porta gli occhiali, il numero dei ragazzi deve essere un multiplo di 7.

Poiché le ragazze sono più numerose, il loro numero F supera la metà di 158: F > 79. Il primo multiplo di 11 da verificare è dunque 88. Per ogni multiplo calcoliamo M = 158 − F e controlliamo se M/7 è intero.

Ricerca del numero di ragazze F e ragazzi M
Moltiplicatore kF = 11kM = 158 − FM/7
8887010
999598,428571
10110486,857143
11121375,285714
12132263,714286
13143152,142857
1415440,571429
15165−7−1

L’unica soluzione ammissibile è 88 ragazze e 70 ragazzi. Il metodo, facilmente riproducibile in un foglio di calcolo, trasforma le informazioni sulle frazioni in condizioni di divisibilità.

7.2. Che cosa non cambia?

Su una nave ci sono 20 uomini e acqua sufficiente per 33 giorni. Salgono a bordo due naufraghi e il capitano riduce la razione giornaliera d’acqua a 5/6 di quella iniziale. Per quanti giorni durerà ora l’acqua?

Supponiamo di conoscere la nuova autonomia e indichiamola con x. La domanda decisiva è: che cosa non cambia fra le due situazioni? Non cambia la quantità totale d’acqua disponibile.

La stessa quantità d’acqua nelle due situazioni
Prima situazione20 · 33 · 1 razioni
Seconda situazione22 · x · 5/6 razioni
20 · 33 · 1 = 22 · x · 5/6
x = (6/5) · (20 · 33 / 22)
x = 36

Con 22 persone e una razione ridotta a cinque sesti, l’acqua dura 36 giorni.

7.3. Andare a ritroso

Tre amici, A, B e C, possiedono complessivamente 48 euro. Prima A dà a B una somma che raddoppia il denaro di B; poi B dà a C una somma che raddoppia il denaro di C; infine C dà ad A una somma che raddoppia il denaro di A. Alla fine tutti e tre hanno la stessa somma. Quanto possedevano inizialmente?

Procediamo passo dopo passo a ritroso. Alla fine ciascuno possiede 48/3 = 16 euro:

situazione finale:       A = 16, B = 16, C = 16

Nell’ultima operazione A ha raddoppiato il proprio denaro: subito prima aveva 8 euro e C gli ha dato altri 8. C, prima di darli, ne aveva quindi 16 + 8 = 24.

prima dell’ultima mossa: A = 8,  B = 16, C = 24

Nella mossa precedente C aveva raddoppiato il proprio denaro: prima aveva 12 euro e B gliene ha dati 12. B, prima di darli, ne aveva 16 + 12 = 28.

prima della seconda:     A = 8,  B = 28, C = 12

Nella prima mossa B aveva raddoppiato il proprio denaro: prima aveva 14 euro e A gliene ha dati 14. A, prima di darli, ne aveva 8 + 14 = 22.

situazione iniziale:     A = 22, B = 14, C = 12

La situazione cercata è quindi A = 22 €, B = 14 €, C = 12 €. Un sistema di tre incognite sarebbe possibile, ma molto più laborioso del ragionamento a ritroso.


A cura di Salvatore Mosaico.