Le percentuali diventano molto più semplici quando il simbolo % viene trattato come un’operazione e non come un’etichetta da aggiungere alla fine. Partiremo da due sole identità, % = 1/100 e 100% = 1, per ricostruire tutte le formule. Nessuna proporzione e nessuna regola mnemonica: solo algebra elementare.
1. Che cosa significa %
Il simbolo percentuale significa letteralmente un centesimo. Applicato a un numero, lo divide per 100:
% = 1 / 100
a% = a · 1 / 100 = a / 100
25% = 25 / 100 = 0,25Perciò percentuali, frazioni e numeri decimali non sono oggetti diversi: sono rappresentazioni diverse dello stesso numero. Ad esempio, 1/4 = 0,25 = 25%.
2. Perché 100% = 1
100% = 100 · 1 / 100 = 100 / 100 = 1Il 100% di una quantità è quindi la quantità intera. Moltiplicare per 100% non cambia il valore, perché equivale a moltiplicare per 1. Anche valori superiori al 100% sono perfettamente validi: 150% = 1,5.
Errore comune. Il numero decimale corrispondente a 100% non è 100, ma 1. Il simbolo % contiene già la divisione per 100.
3. Trasformare un numero in percentuale
Dato un numero x, possiamo moltiplicarlo per l’identità 100% = 1:
x = x · 1 = x · 100% = (100x)%Quindi 0,37 = 37%, 1,2 = 120% e 3/5 = 0,6 = 60%. Il coefficiente davanti a % non è necessariamente intero: 1/3 = 33,333…%.
Quando chiediamo quanto una parte rappresenti rispetto a un totale, “rispetto a” indica una divisione:
percentuale = parte / totale · 100%Se 18 elementi su 24 hanno una proprietà, allora 18/24 · 100% = 75%. Il totale, cioè il riferimento, va al denominatore.
4. Due aumenti o sconti consecutivi
Un aumento del v% moltiplica per 1 + v/100; uno sconto del v% moltiplica per 1 − v/100. Con variazioni firmate v1 e v2, positive per gli aumenti e negative per gli sconti:
F = I · (1 + v₁/100) · (1 + v₂/100)- +20%, poi +10%:
100 · 1,20 · 1,10 = 132, quindi l’aumento totale è 32%. - −20%, poi −10%:
100 · 0,80 · 0,90 = 72, quindi lo sconto totale è 28%. - +20%, poi −10%:
100 · 1,20 · 0,90 = 108, quindi la variazione totale è +8%.
Le percentuali successive non si sommano, perché la seconda variazione agisce sul valore già modificato.
Per ricavare la formula di una variazione a% seguita da una variazione b%, scriviamo l’intero come 100% e sottraiamo l’intero iniziale:
(100% + a%) · (100% + b%) − 100%
= 100% · 100% + 100% · b% + a% · 100% + a% · b% − 100%
= a% + b% + a% · b%
= (a + b + ab/100)%Infatti 100% = 1, mentre a% · b% = (ab/100)%. Il termine incrociato ab/100 spiega perché la semplice somma non basta.
5. Calcolare la variazione percentuale
Siano I il valore iniziale e F il valore finale, con I diverso da zero. Prima calcoliamo la differenza F − I, poi la confrontiamo con il valore iniziale:
variazione percentuale = (F − I) / I · 100%Da 80 a 100 la variazione è (100 − 80)/80 · 100% = 25%. Da 100 a 80 è invece (80 − 100)/100 · 100% = −20%. Andata e ritorno non hanno la stessa percentuale perché cambia il riferimento al denominatore.
Se il valore iniziale è zero, la variazione percentuale usuale non è definita. Con valori iniziali negativi la formula può inoltre risultare poco intuitiva: occorre dichiarare la convenzione adottata. Nei normali problemi scolastici ed economici si assume di solito I positivo.
Infine, passare dal 20% al 25% significa aumentare di 5 punti percentuali, ma rispetto al 20% l’aumento relativo è (25 − 20)/20 · 100% = 25%.
5.1. Formule inverse: trovare il valore nuovo o quello iniziale
Finora conoscevamo il valore iniziale e quello finale e cercavamo la variazione percentuale. Ma, conoscendo la percentuale e uno dei due valori, possiamo trovare l’altro. Usiamo le lettere dell’esempio: V è il valore vecchio o iniziale, N è il valore nuovo o finale e P è il numero con segno che esprime la percentuale. Quindi V corrisponde a I e N corrisponde a F nei paragrafi precedenti. Consideriamo V positivo.
Per un aumento del 15% scriviamo P = 15; per una diminuzione del 3,8% scriviamo P = −3,8. Attenzione: P è il numero −3,8, mentre P% = −3,8/100 = −0,038.
| Dati conosciuti | Che cosa cerchiamo | Formula |
|---|---|---|
| V e N | La variazione percentuale | P% = (N − V) / V × 100% |
| V e P | Il valore nuovo N | N = V × (100 + P) / 100 |
| N e P | Il valore iniziale V | V = 100 × N / (100 + P) |
Da dove vengono le formule inverse?
Partiamo dalla formula della variazione. La moltiplicazione per 100% mostra esplicitamente la trasformazione del rapporto in percentuale:
Variazione percentuale
P% = (N − V) / V × 100%
Poiché P% = P/100 e 100% = 1, la stessa uguaglianza, scritta senza simboli percentuali, è:
P / 100 = (N − V) / V
P × V = 100 × (N − V)
P × V = 100 × N − 100 × V
100 × V + P × V = 100 × N
V × (100 + P) = 100 × N
Nella seconda riga abbiamo moltiplicato entrambi i membri per 100 × V; poi abbiamo portato 100 × V a sinistra e raccolto V. Dividendo per 100 troviamo il valore nuovo:
Valore nuovo
N = V × (100 + P) / 100 = V × (1 + P/100)
Dividendo invece per 100 + P troviamo il valore iniziale:
Valore iniziale
V = 100 × N / (100 + P) = N / (1 + P/100)
Ad esempio, con V = 200 e un aumento del 15%: N = 200 × (100 + 15) / 100 = 230. Viceversa, sapendo che dopo l’aumento il valore è 230: V = 100 × 230 / 115 = 200. La percentuale resta riferita al valore iniziale, anche quando quel valore è l’incognita.
Problema: risalire alle nascite dell’anno precedente
Usiamo come esercizio i dati arrotondati della notizia proposta: «Nel 2025 le nascite sono 355 mila, il 3,8% in meno rispetto al 2024». Quale numero di nascite del 2024 si ricava da questi dati? Prima di aprire la soluzione, individua quale anno rappresenta il valore di riferimento.
Mostra la soluzione ragionata
Il valore vecchio V è il numero di nascite nel 2024 e non lo conosciamo. Il valore nuovo è N = 355000; il calo è P = −3,8, non +3,8. Applichiamo la formula del valore iniziale:
V = 100 × N / (100 + P)
V = 100 × 355000 / (100 − 3,8)
V = 35500000 / 96,2
V = 355000 / 0,962
V = 369022,869… ≈ 369023
Si ricavano quindi circa 369023 nascite nel 2024. Il dato nuovo è il 96,2% del vecchio: N = 0,962 × V. Per recuperare l’intero, dividiamo per 0,962.
Verifica della variazione, usando V prima dell’arrotondamento:
(N − V) / V = 0,962 − 1 = −0,038
P% = −0,038 × 100% = −3,8%
Non possiamo fare 355000 × 1,038 = 368490: così il 3,8% sarebbe calcolato sul 2025, mentre il testo lo riferisce al 2024. Sono due basi diverse.
Il risultato non è un dato demografico esatto: sia «355 mila» sia «3,8%» sono dati riportati con un arrotondamento. La formula ricostruisce il valore compatibile con quei numeri, non il conteggio ufficiale preciso; per quello occorrono i dati originali non arrotondati.
Quando possiamo usare queste formule?
- La formula della variazione richiede V diverso da zero; qui abbiamo assunto V positivo.
- Per ricavare V deve essere
100 + P ≠ 0, cioèP ≠ −100. Con un calo del 100% si arriva a N = 0 qualunque sia V: non possiamo recuperare il valore iniziale dal solo zero. - Per quantità non negative, come prezzi e conteggi, una diminuzione non supera il 100%. Per un valore nuovo positivo serve
P > −100.
Due problemi diversi: qui troviamo il valore iniziale conoscendo il valore finale e la percentuale originaria. Nel paragrafo «Tornare al valore iniziale» cercheremo invece quale nuova percentuale annulla una prima variazione.
6. Il caso +a% seguito da −a%
Un aumento e una diminuzione con lo stesso coefficiente non si annullano. Nella formula generale poniamo b = −a:
(a + b + ab/100)%
= (a − a − a²/100)%
= (−a²/100)%Lo stesso risultato si ottiene moltiplicando i fattori:
(1 + a/100)(1 − a/100)
= 1 − (a/100)²Il risultato è inferiore al valore iniziale per ogni a diverso da zero nel normale intervallo degli sconti. La perdita complessiva, espressa in percentuale, è (a²/100)%.
Con a = 20, partendo da 100 otteniamo 100 → 120 → 96: la perdita è 4%, proprio perché 20²/100 = 4. Con +50% e poi −50% si perde il 25%.
7. Tornare al valore iniziale
Riprendiamo un ragionamento elaborato nel 2014 e verificato con Excel: prima troviamo il fattore inverso, poi distinguiamo la percentuale del valore raggiunto dalla variazione necessaria.
Un’azione perde il 10%. Quale variazione deve fare per ritornare al prezzo iniziale? Più in generale: data una variazione a%, positiva, negativa o nulla, quale variazione r% riporta all’inizio? Qui a è il numero con segno: −10 significa una perdita del 10%, +5 un aumento del 5%.
7.1. Se perde il 10%, resta il 90%
Dopo una perdita del 10% rimane il 90% del valore iniziale, cioè 90/100. Per annullare questa moltiplicazione dobbiamo fare l’inverso: moltiplicare per 100/90.
(100 − 10)% = 90% = 90/100
(90/100) × (100/90) = 1 = 100%
Trasformiamo il reciproco in percentuale moltiplicandolo esplicitamente per 100%. Il risultato, circa 111,11%, indica il valore da raggiungere rispetto a quello attuale: non è ancora la variazione.
100/90 × 100% ≈ 111,11%
Per misurare di quanto deve aumentare il valore attuale togliamo il suo intero, cioè 100%. Serve quindi circa +11,11%, non +10%. Nei calcoli di verifica conserviamo il rapporto esatto, senza arrotondarlo prima.
100/90 × 100% − 100%
= (100/90 − 1) × 100% ≈ +11,11%
100 → 90 → 90 × (100/90) = 100
7.2. Se sale del 5%, arriva al 105%
Dopo un aumento del 5% abbiamo il 105% del valore iniziale, cioè 105/100. Il fattore che riporta all’inizio è il suo reciproco 100/105. Per ottenere la variazione, trasformiamo anche questo rapporto in percentuale e togliamo 100%.
(100 + 5)% = 105% = 105/100
(105/100) × (100/105) = 1 = 100%
100/105 × 100% ≈ 95,24%
100/105 × 100% − 100%
= (100/105 − 1) × 100% ≈ −4,76%
100 → 105 → 105 × (100/105) = 100
7.3. La formula generale: reciproco, percentuale, differenza
Con una prima variazione a%, il fattore iniziale è (100+a)/100; il fattore di ritorno è 100/(100+a). Convertendo in percentuale e sottraendo l’intero otteniamo:
r% = (100/(100 + a) − 1) × 100%
100/(100 + a) × 100% − 100%
= (100/(100 + a) − 1) × 100%
r è il numero davanti al simbolo %. La forma seguente è equivalente, ma il ragionamento che la spiega resta quello del reciproco:
r = 100 × (100/(100 + a) − 1)
= −100a/(100 + a)
Il denominatore impone a ≠ −100. Nei problemi con valore iniziale positivo e quantità non negative, per un ritorno finito si usa a > −100: a può essere negativo, positivo oppure zero. Se a = 0, anche r = 0. Dopo un calo del 100% resta zero e nessun aumento percentuale finito può ricostruire il valore iniziale.
7.4. La verifica con Excel
Scrivi in A2 il numero −10, senza il simbolo %, e in A3 il numero 5. In B2 inserisci =100/(100+A2)-1 e copia la formula in B3. Applica alle celle B il formato Percentuale, per esempio con due decimali.
| Cella A: numero a | Cella B: formula | B: formato Percentuale |
|---|---|---|
| A2: −10 | =100/(100+A2)-1 | 11,11% |
| A3: 5 | =100/(100+A3)-1 | −4,76% |
La formula restituisce numeri decimali: circa 0,111111 e −0,047619. Il formato Percentuale li visualizza come 11,11% e −4,76%: cambia la rappresentazione, non il valore memorizzato. Non aggiungere un’altra moltiplicazione per 100 nella formula, altrimenti con questo formato vedresti circa 1111,11% e −476,19%.
Attenzione al dato inserito: se A2 contiene già −10% (valore numerico −0,10), la formula adatta è =1/(1+A2)-1, sempre con risultato in formato Percentuale. Le due convenzioni non vanno mescolate.
Prova il metodo del reciproco nel laboratorio: −10%, +5% e valori a tua scelta
Formule in breve
| Problema | Formula |
|---|---|
| Numero in percentuale | x = (100x)% |
| Parte rispetto al totale | parte/totale · 100% |
| Variazione | (F−I)/I · 100% |
| Valore nuovo | N = V × (100 + P) / 100 |
| Valore iniziale | V = 100 × N / (100 + P) |
| Due variazioni | (1+v₁/100)(1+v₂/100) |
| Variazione inversa | r% = (100/(100 + a) − 1) × 100% |
Il filo comune è sempre lo stesso: individuare il valore di riferimento e lavorare con i fattori moltiplicativi. Le formule non sono regole isolate; discendono tutte dal significato di %.
Apri il laboratorio delle percentuali: esempi, grafici e passaggi
Percentuali di che cosa? Gruppi, basi diverse e rapporto tra i tassi