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La forza del complemento: 25 problemi di probabilità

Dai dadi ai compleanni: 25 problemi con suggerimenti, soluzioni passo passo e ipotesi esplicite per imparare a calcolare il complementare.

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La forza del complemento: 25 problemi di probabilità

28 min

Salvatore Mosaico · 2026

Guardare ciò che non accade

Davanti a una domanda come «Qual è la probabilità che accada almeno una volta?», la tentazione è elencare tutti i modi in cui l’evento può verificarsi. Talvolta la strada migliore è un’altra: descrivere con precisione il caso in cui non si verifica mai.

Docente: In quattro lanci di un dado vogliamo almeno un 6. Quali casi dovremmo sommare?

Studente: Un solo 6, due 6, tre 6 e quattro 6.

Docente: E che cosa succede quando la nostra richiesta non è soddisfatta?

Studente: Non esce nessun 6. È una sola condizione da descrivere!

Questo dialogo è una simulazione didattica. L’idea non è indovinare una scorciatoia, ma scegliere la descrizione più semplice dello stesso esperimento.

Una formula semplice, una scelta importante

Indichiamo con Ω l’insieme di tutti gli esiti e con A l’evento richiesto. Il complementare Aᶜ contiene esattamente gli esiti di Ω che non appartengono ad A. I due eventi sono disgiunti e, insieme, esauriscono tutte le possibilità.

P(A) + P(Aᶜ) = 1

P(A) = 1 − P(Aᶜ)

Questa identità vale sempre, anche senza indipendenza e senza esiti equiprobabili. L’indipendenza serve eventualmente nel calcolo di P(Aᶜ), quando vogliamo moltiplicare probabilità di prove distinte. Confondere questi due livelli è uno degli errori più frequenti.

Prima delle formule: negare bene la domanda

Evento richiestoComplementare
Almeno un successoZero successi
Almeno due successiZero oppure un solo successo
Tutti i colori compaionoManca almeno un colore
Almeno due valori ugualiTutti i valori sono diversi

«Nessuno», «non tutti» e «al massimo uno» non significano la stessa cosa. Scrivi sempre il complementare con una frase prima di iniziare i calcoli.

Gli strumenti che useremo

Nelle estrazioni senza reinserimento useremo C(N,n), il numero di gruppi di n oggetti scelti fra N senza tener conto dell’ordine. Il simbolo n! indica il prodotto degli interi da 1 a n, con 0! = 1. Se n > N, poniamo C(N,n) = 0.

C(N,n) = N! / [n! (N − n)!], 0 ≤ n ≤ N

Il rapporto «casi favorevoli / casi possibili» è valido quando gli esiti contati sono equiprobabili. Un prodotto, invece, può derivare da indipendenza oppure da una catena di probabilità condizionate: vedremo entrambe le situazioni.

Venticinque problemi, una difficoltà crescente per idee

La raccolta riprende tutti i 25 problemi della conversazione di partenza. Non sono tutti avanzati: alcuni fissano il meccanismo di base; altri introducono campionamento senza reinserimento, collisioni, probabilità condizionate e inclusione-esclusione. Il problema 21 richiede un’attenzione particolare alle sovrapposizioni.

Prova prima da solo. Per ogni problema puoi aprire un suggerimento sul complementare e, separatamente, la soluzione completa. Le percentuali sono arrotondate a due decimali; le espressioni precedenti sono esatte nel modello indicato.

Indice dei problemi

  1. Almeno un 6 con quattro dadi
  2. Almeno una testa in dieci lanci
  3. Almeno un asso in cinque carte
  4. Almeno un doppio 6
  5. Compleanni coincidenti in una classe
  6. Almeno una pallina rossa
  7. Almeno un numero pari
  8. Almeno una carta di cuori
  9. Una somma almeno uguale a 3
  10. Un successo raro in venti prove
  11. Almeno una donna nel gruppo
  12. Almeno un 1 oppure un 2
  13. Almeno una figura
  14. Almeno una vittoria
  15. Almeno un pezzo difettoso
  16. Almeno un valore maggiore di 4
  17. Cinque calzini, quattro colori
  18. Una cifra ripetuta in un codice
  19. Almeno un asso oppure un re
  20. Due codici coincidono
  21. Compaiono tutti e tre i colori
  22. Lo stesso mese di nascita
  23. Almeno un multiplo di 5
  24. Una collisione nelle scatole
  25. Una ripetizione con sei dadi

1. Almeno un 6 con quattro dadi

Si lanciano quattro dadi equilibrati e indipendenti. Qual è la probabilità di ottenere almeno un 6?

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Evento complementare: Nessuno dei quattro dadi mostra 6.

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Evento complementare: Nessuno dei quattro dadi mostra 6.

Per ogni dado ci sono cinque risultati diversi da 6 su sei. L’indipendenza permette di moltiplicare quattro volte 5/6. Sottraiamo da 1: evitiamo di separare i casi con uno, due, tre o quattro 6, che richiederebbero più conti.

P(A) = 1 − (5/6)⁴ = 671/1296

Risultato: ≈ 51,77%

2. Almeno una testa in dieci lanci

Una moneta equilibrata viene lanciata dieci volte in modo indipendente. Qual è la probabilità di almeno una testa?

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Evento complementare: Escono dieci croci.

Mostra la soluzione

Evento complementare: Escono dieci croci.

Per ogni lancio la probabilità di croce è 1/2. Una sola sequenza, quella di tutte croci, non contiene teste; le sequenze equiprobabili sono 2¹⁰. Il complemento ha dunque probabilità 1/1024, da sottrarre a 1. Una probabilità molto alta non è però una certezza.

P(A) = 1 − (1/2)¹⁰ = 1023/1024

Risultato: ≈ 99,90%

3. Almeno un asso in cinque carte

Da un mazzo standard di 52 carte senza jolly, ben mescolato, si estraggono cinque carte senza reinserimento. Qual è la probabilità di almeno un asso?

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Evento complementare: Le cinque carte sono tutte non assi.

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Evento complementare: Le cinque carte sono tutte non assi.

Ci sono 48 carte non assi. Le mani di cinque carte sono tutte equiprobabili: C(52,5) in totale, C(48,5) senza assi. Il loro rapporto dà la probabilità del complemento. Non usiamo (48/52)⁵: senza reinserimento la composizione del mazzo cambia dopo ogni estrazione.

P(A) = 1 − C(48,5) / C(52,5)

Risultato: ≈ 34,12%

4. Almeno un doppio 6

Si lanciano due dadi equilibrati e indipendenti per dieci turni indipendenti. Qual è la probabilità di ottenere almeno una volta la coppia (6,6)?

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Evento complementare: In nessun turno esce (6,6).

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Evento complementare: In nessun turno esce (6,6).

Le coppie ordinate di un turno sono 36 ed equiprobabili; solo una è (6,6). Il mancato doppio 6 ha probabilità 35/36. Ripetiamo questa condizione in tutti i dieci turni e sottraiamo da 1. Non stiamo chiedendo semplicemente che compaia un 6 su uno dei due dadi.

P(A) = 1 − (35/36)¹⁰

Risultato: ≈ 24,55%

5. Compleanni coincidenti in una classe

In una classe di 25 studenti, modelliamo i compleanni come indipendenti e uniformi su 365 giorni, ignorando il 29 febbraio. Qual è la probabilità che almeno due coincidano?

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Evento complementare: I 25 compleanni sono tutti diversi.

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Evento complementare: I 25 compleanni sono tutti diversi.

Il primo compleanno non impone vincoli. Il secondo deve evitare un giorno, il terzo due, fino al venticinquesimo che ne deve evitare 24. Moltiplichiamo i fattori condizionati 365/365, 364/365, …, 341/365. Le condizioni «diverso dai precedenti» non sono eventi indipendenti: il prodotto usa le probabilità condizionate corrette. Il risultato riguarda una coincidenza fra qualunque coppia, non con un giorno prestabilito; il modello semplifica i compleanni reali.

P(A) = 1 − (365 × 364 × ⋯ × 341) / 365²⁵

Risultato: ≈ 56,87%

6. Almeno una pallina rossa

Un’urna contiene 7 palline rosse e 13 blu, tutte ugualmente estraibili. Ne scegliamo cinque senza reinserimento. Qual è la probabilità di almeno una rossa?

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Evento complementare: Tutte e cinque le palline sono blu.

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Evento complementare: Tutte e cinque le palline sono blu.

Tra le C(20,5) selezioni possibili, quelle tutte blu sono C(13,5). Sottraiamo a 1 il loro rapporto. Se preferiamo seguire le estrazioni, lo stesso complemento vale (13/20) × (12/19) × (11/18) × (10/17) × (9/16): i numeratori e i denominatori diminuiscono.

P(A) = 1 − C(13,5) / C(20,5)

Risultato: ≈ 91,70%

7. Almeno un numero pari

Scegliamo sei volte un intero da 1 a 10, uniformemente, con reinserimento e scelte indipendenti. Qual è la probabilità di almeno un pari?

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Evento complementare: Tutti e sei i numeri sono dispari.

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Evento complementare: Tutti e sei i numeri sono dispari.

I dispari sono cinque su dieci, quindi ogni scelta ha probabilità 1/2 di essere dispari. Il reinserimento mantiene invariata questa probabilità; l’indipendenza consente la potenza. Sottraiamo la probabilità di sei dispari da 1.

P(A) = 1 − (1/2)⁶ = 63/64

Risultato: ≈ 98,44%

8. Almeno una carta di cuori

Si estraggono quattro carte senza reinserimento da un mazzo standard ben mescolato di 52 carte senza jolly. Qual è la probabilità di almeno un cuore?

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Evento complementare: Non esce nessuna carta di cuori.

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Evento complementare: Non esce nessuna carta di cuori.

Ci sono 13 cuori e 39 carte di altri semi. Le mani senza cuori sono C(39,4), mentre tutte le mani sono C(52,4). Il rapporto conta il complemento: non occorre distinguere fra uno, due, tre e quattro cuori.

P(A) = 1 − C(39,4) / C(52,4)

Risultato: ≈ 69,62%

9. Una somma almeno uguale a 3

Si lanciano due dadi equilibrati e indipendenti. Qual è la probabilità che la somma sia almeno 3?

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Evento complementare: La somma è minore di 3.

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Evento complementare: La somma è minore di 3.

La somma minima è 2. L’unico risultato escluso è quindi (1,1), uno dei 36 esiti ordinati equiprobabili. Le somme da 2 a 12 non sono equiprobabili: contiamo le coppie, non i possibili valori della somma.

P(A) = 1 − 1/36 = 35/36

Risultato: ≈ 97,22%

10. Un successo raro in venti prove

Un esperimento ha probabilità di successo 0,08 in ogni prova. Si eseguono venti prove indipendenti. Qual è la probabilità di almeno un successo?

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Evento complementare: Tutte le venti prove falliscono.

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Evento complementare: Tutte le venti prove falliscono.

Il fallimento ha probabilità 0,92 a ogni prova. L’assenza di successi ha probabilità 0,92²⁰. La scorciatoia 20 × 0,08 non è una probabilità di almeno un successo: è il numero medio di successi e qui supera persino 1.

P(A) = 1 − (92/100)²⁰

Risultato: ≈ 81,13%

11. Almeno una donna nel gruppo

Un insieme di 30 persone comprende 12 donne e 18 uomini. Si sceglie uniformemente un gruppo di cinque persone distinte. Qual è la probabilità che comprenda almeno una donna?

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Evento complementare: Le cinque persone scelte sono tutte uomini.

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Evento complementare: Le cinque persone scelte sono tutte uomini.

I gruppi possibili sono C(30,5). Quelli senza donne si scelgono interamente fra i 18 uomini e sono C(18,5). Il modello riguarda la selezione casuale di gruppi, non cinque estrazioni indipendenti con reinserimento.

P(A) = 1 − C(18,5) / C(30,5)

Risultato: ≈ 93,99%

12. Almeno un 1 oppure un 2

Si lancia un dado equilibrato otto volte in modo indipendente. Qual è la probabilità che in almeno un lancio compaia 1 oppure 2?

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Evento complementare: In tutti i lanci compaiono soltanto 3, 4, 5 o 6.

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Evento complementare: In tutti i lanci compaiono soltanto 3, 4, 5 o 6.

In un lancio i risultati ammessi dal complemento sono quattro su sei, cioè 2/3. Per otto lanci la probabilità è (2/3)⁸. La richiesta è «almeno uno dei due valori», non «entrambi i valori almeno una volta»: sono eventi diversi.

P(A) = 1 − (2/3)⁸

Risultato: ≈ 96,10%

13. Almeno una figura

Da un mazzo standard ben mescolato di 52 carte senza jolly si estraggono sei carte senza reinserimento. Qual è la probabilità di almeno una figura, intendendo fante, donna o re?

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Evento complementare: Tutte e sei le carte sono non figure.

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Evento complementare: Tutte e sei le carte sono non figure.

Le figure sono 3 per seme, quindi 12. Gli assi non sono figure in questa definizione. Restano 40 non figure: contiamo C(40,6) mani senza figure su C(52,6) mani totali, poi sottraiamo da 1.

P(A) = 1 − C(40,6) / C(52,6)

Risultato: ≈ 81,15%

14. Almeno una vittoria

Nel modello del problema, una squadra vince ogni partita con probabilità 0,4 e gli esiti di cinque partite sono indipendenti. Qual è la probabilità di almeno una vittoria?

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Evento complementare: La squadra non vince nessuna delle cinque partite.

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Evento complementare: La squadra non vince nessuna delle cinque partite.

Non vincere ha probabilità 0,6. Se lo sport ammette pareggi, «non vincere» comprende sia pareggiare sia perdere: non è corretto chiamare il complemento «perdere tutte». L’indipendenza e la probabilità costante sono ipotesi del modello, non proprietà automatiche dello sport reale.

P(A) = 1 − (6/10)⁵ = 2882/3125

Risultato: ≈ 92,22%

15. Almeno un pezzo difettoso

Cinquanta pezzi hanno ciascuno probabilità 0,02 di essere difettosi, indipendentemente dagli altri. Qual è la probabilità di trovare almeno un difettoso?

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Evento complementare: Tutti i cinquanta pezzi sono buoni.

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Evento complementare: Tutti i cinquanta pezzi sono buoni.

Un pezzo è buono con probabilità 0,98. Tutti buoni ha probabilità 0,98⁵⁰. Il risultato supera il 60% anche se il difetto individuale è raro. Se i difetti fossero correlati, per esempio per un guasto comune alla produzione, questa potenza non sarebbe giustificata.

P(A) = 1 − (98/100)⁵⁰

Risultato: ≈ 63,58%

16. Almeno un valore maggiore di 4

Si lancia un dado equilibrato dodici volte, indipendentemente. Qual è la probabilità di ottenere almeno una volta un numero maggiore di 4?

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Evento complementare: Tutti i valori ottenuti sono al massimo 4.

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Evento complementare: Tutti i valori ottenuti sono al massimo 4.

Per evitare sia 5 sia 6 restano quattro facce su sei, cioè probabilità 2/3 per lancio. Richiedere dodici volte questa condizione dà (2/3)¹². Il complemento di «maggiore di 4» è «minore o uguale a 4»: il valore di confine va incluso.

P(A) = 1 − (2/3)¹²

Risultato: ≈ 99,23%

17. Cinque calzini, quattro colori

Un cassetto contiene almeno cinque calzini, ciascuno di uno fra quattro colori. Estraiamo cinque calzini senza reinserimento. Qual è la probabilità che almeno due abbiano lo stesso colore?

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Evento complementare: I cinque calzini hanno tutti colori diversi.

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Evento complementare: I cinque calzini hanno tutti colori diversi.

Cinque colori diversi non possono comparire se ne esistono soltanto quattro. Il complemento è impossibile, quindi ha probabilità zero. Il risultato è certo qualunque sia il numero di calzini di ciascun colore e qualunque sia il modo di scegliere i cinque. È il principio dei cassetti: qui il complemento conduce a una dimostrazione, non a una potenza.

P(A) = 1 − 0 = 1

Risultato: = 100,00%

18. Una cifra ripetuta in un codice

Un codice ha sei cifre, ciascuna scelta uniformemente e indipendentemente fra 0 e 9. Anche la prima può essere 0. Qual è la probabilità di almeno una ripetizione?

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Evento complementare: Le sei cifre sono tutte diverse.

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Evento complementare: Le sei cifre sono tutte diverse.

I codici possibili sono 10⁶. Per costruire un codice senza ripetizioni abbiamo 10 scelte per la prima cifra, poi 9, 8, 7, 6 e 5. Dividiamo il prodotto per 10⁶ e sottraiamo da 1. È un codice di sei cifre, non un numero intero obbligatoriamente di sei cifre: per questo lo zero iniziale è ammesso.

P(A) = 1 − (10 × 9 × 8 × 7 × 6 × 5) / 10⁶ = 1061/1250

Risultato: ≈ 84,88%

19. Almeno un asso oppure un re

Si estraggono cinque carte senza reinserimento da un mazzo standard ben mescolato di 52 carte senza jolly. Qual è la probabilità di trovare almeno una carta che sia asso oppure re?

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Evento complementare: Non compare né un asso né un re.

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Evento complementare: Non compare né un asso né un re.

Assi e re sono categorie disgiunte: 4 + 4 = 8 carte. Restano 44 carte ammesse dal complemento. Le mani senza nessuna delle otto carte sono C(44,5). L’evento richiesto non impone che compaiano sia un asso sia un re: basta una carta di una delle due categorie.

P(A) = 1 − C(44,5) / C(52,5)

Risultato: ≈ 58,21%

20. Due codici coincidono

Generiamo quattro codici di tre cifre, uniformemente e indipendentemente da 000 a 999. Qual è la probabilità che almeno due siano uguali?

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Evento complementare: I quattro codici sono tutti diversi.

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Evento complementare: I quattro codici sono tutti diversi.

Il primo codice è libero. Per evitare coincidenze, il secondo ha 999 valori disponibili, il terzo 998 e il quarto 997, sempre su 1000 possibili a ogni generazione. Moltiplichiamo questi fattori condizionati e sottraiamo da 1. Questo è un modello di collisione fra codici casuali, non una misura di sicurezza di password reali.

P(A) = 1 − (999 × 998 × 997) / 1000³

Risultato: ≈ 0,60%

21. Compaiono tutti e tre i colori

Un dado equilibrato ha due facce rosse, due verdi e due blu. Lo lanciamo dieci volte indipendentemente. Qual è la probabilità che ciascuno dei tre colori compaia almeno una volta?

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Evento complementare: Manca almeno uno dei tre colori.

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Evento complementare: Manca almeno uno dei tre colori.

Chiamiamo R, V e B gli eventi «manca rosso», «manca verde», «manca blu». Ognuno ha probabilità (2/3)¹⁰. Sommare le tre probabilità conta due volte le sequenze monocromatiche: per esempio, dieci blu appartiene sia a R sia a V. Ogni intersezione di due assenze ha probabilità (1/3)¹⁰ e ci sono tre coppie. L’assenza di tutti e tre i colori è impossibile. Per inclusione-esclusione, il complemento vale 3(2/3)¹⁰ − 3(1/3)¹⁰. Sottrarre da 1 cambia entrambi i segni: questo è il passaggio davvero avanzato della raccolta.

P(A) = 1 − 3(2/3)¹⁰ + 3(1/3)¹⁰

Risultato: ≈ 94,80%

22. Lo stesso mese di nascita

Per otto persone, modelliamo i mesi di nascita come indipendenti e uniformi fra i dodici mesi. Qual è la probabilità che almeno due condividano il mese?

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Evento complementare: Gli otto mesi sono tutti differenti.

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Evento complementare: Gli otto mesi sono tutti differenti.

Il primo mese è libero, poi restano 11, 10, 9, 8, 7, 6 e 5 mesi che evitano collisioni con i precedenti. Dividiamo il prodotto dei conteggi per 12⁸. L’equiprobabilità dei mesi è un’ipotesi esplicita del modello, non un fatto esatto sulle nascite reali o sulla durata dei mesi.

P(A) = 1 − (12 × 11 × 10 × 9 × 8 × 7 × 6 × 5) / 12⁸

Risultato: ≈ 95,36%

23. Almeno un multiplo di 5

Scegliamo sette interi fra 1 e 100, uniformemente e indipendentemente, con reinserimento. Qual è la probabilità che almeno uno sia divisibile per 5?

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Evento complementare: Nessuno dei sette numeri è divisibile per 5.

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Evento complementare: Nessuno dei sette numeri è divisibile per 5.

I multipli di 5 sono 20, quindi i non multipli sono 80 su 100. In ogni scelta il complemento locale ha probabilità 4/5; per tutte e sette le scelte vale (4/5)⁷. Il reinserimento distingue questo problema da un campionamento di sette numeri tutti distinti.

P(A) = 1 − (4/5)⁷

Risultato: ≈ 79,03%

24. Una collisione nelle scatole

Cinque palline distinguibili vengono assegnate a cinque scatole distinguibili. Ogni pallina sceglie una scatola uniformemente e indipendentemente dalle altre. Qual è la probabilità che una scatola contenga almeno due palline?

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Evento complementare: Nessuna scatola contiene più di una pallina.

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Evento complementare: Nessuna scatola contiene più di una pallina.

Con cinque palline e cinque scatole, l’assenza di collisioni implica esattamente una pallina in ogni scatola. Le assegnazioni totali sono 5⁵, perché ogni pallina ha cinque scelte. Quelle senza collisioni sono 5! = 120. Non consideriamo equiprobabili i semplici profili di occupazione: gli esiti equiprobabili sono le assegnazioni delle palline distinguibili.

P(A) = 1 − 5! / 5⁵ = 601/625

Risultato: ≈ 96,16%

25. Una ripetizione con sei dadi

Si lanciano sei dadi equilibrati e indipendenti, distinguibili per posizione o colore. Qual è la probabilità che almeno due mostrino lo stesso valore?

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Evento complementare: I sei risultati sono tutti diversi.

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Evento complementare: I sei risultati sono tutti diversi.

Con sei dadi e sei valori, essere tutti diversi significa ottenere esattamente 1, 2, 3, 4, 5 e 6, in qualche ordine. Gli ordini possibili sono 6! = 720, su 6⁶ esiti ordinati equiprobabili. Il complemento ci evita di classificare coppie, tris e tutte le altre configurazioni di ripetizione.

P(A) = 1 − 6! / 6⁶ = 319/324

Risultato: ≈ 98,46%

Tre strutture da riconoscere

Prove indipendenti: se ciascuna delle n prove ha probabilità di successo p, la probabilità di almeno un successo è:

P(A) = 1 − (1 − p)ⁿ

Senza reinserimento: fra N oggetti, K sono del tipo cercato; scegliamo uniformemente un gruppo di n oggetti, con 1 ≤ n ≤ N. La probabilità di almeno uno del tipo cercato è:

P(A) = 1 − C(N − K,n) / C(N,n)

Collisioni: scegliamo n volte, uniformemente e indipendentemente, fra m valori. Per 1 ≤ n ≤ m, la probabilità di almeno una ripetizione è:

P(A) = 1 − [m × (m − 1) × ⋯ × (m − n + 1)] / mⁿ

Se n > m, una ripetizione è certa per il principio dei cassetti. Nei tre colori del problema 21, invece, il complemento è un’unione di eventi che si sovrappongono: occorre anche inclusione-esclusione.

Una domanda migliore, prima del calcolo

Non bisogna trasformare il complemento in una formula da applicare alla cieca. Prima descrivi l’esperimento, poi scrivi l’evento e la sua negazione, controlla le ipotesi e soltanto dopo scegli il calcolo. La frase «almeno uno» è un indizio, non una prova di indipendenza.

La probabilità del complemento non richiede necessariamente un solo caso: richiede un insieme di casi più facile da descrivere o da contare. Se diventa più complicato dell’evento iniziale, non sei obbligato a usarlo.

La domanda decisiva è: «È più semplice descrivere ciò che voglio, oppure ciò che lo impedisce?» In questo cambio di prospettiva sta il vero valore del metodo.