Finora abbiamo derivato funzioni note o ricostruito primitive. Ora conosciamo una legge che lega una quantità alla sua velocità di variazione e cerchiamo la funzione che la rispetta. È il passaggio dal calcolo di una curva alla costruzione di un modello dinamico. Partiamo dal primo ordine, con esempi risolti e limiti ben dichiarati.
Laboratorio delle prime equazioni differenziali · Indice del percorso
1. L’incognita è una funzione
In 2x+3=7 cerchiamo un numero. In y′(t)=F(t,y(t)) cerchiamo una funzione derivabile su un intervallo: la sua derivata deve coincidere con il membro destro in ogni punto. t è la variabile indipendente, y la quantità che evolve, y′ il suo tasso istantaneo di variazione. Per verificare una soluzione occorre derivarla e sostituirla nell’equazione, non controllare solo qualche valore.
L’ordine è quello della derivata più alta: y′=2t è di primo ordine, y″+y=0 di secondo. Qui studiamo equazioni ordinarie del primo ordine, con una sola variabile indipendente. Le equazioni alle derivate parziali e i sistemi saranno sviluppi successivi.
2. Una famiglia e una condizione iniziale
Da y′=2t otteniamo y=t²+C: tutte queste parabole hanno la derivata richiesta. La condizione y(0)=3 sceglie C=3, dunque y(t)=t²+3. Verifica: y′=2t e y(0)=3. La coppia «equazione + dato iniziale» è un problema di Cauchy. Con y(t₀)=y₀ la stessa equazione dà y=t²+y₀−t₀².
In forma integrale, y′=F(t,y), y(t₀)=y₀ equivale, sotto le usuali ipotesi di continuità, a y(t)=y₀+∫t₀tF(s,y(s))ds. Il cambiamento totale è l’accumulo dei tassi. Non è ancora una formula esplicita perché y compare anche dentro l’integrale.
3. Leggere un campo di direzioni
In ogni punto (t,y), F(t,y) indica la pendenza che una soluzione deve avere passando di lì. Disegniamo un breve segmento con quella inclinazione: la rete di segmenti è il campo di direzioni. Per y′=−y i segmenti scendono sopra l’asse, sono orizzontali su y=0 e salgono sotto. Le curve si avvicinano a 0 andando avanti nel tempo.
Il campo non è la soluzione: ne indica localmente la tangente. Il dato iniziale stabilisce un punto da attraversare. Nel laboratorio puoi toccare il grafico per leggere F(t,y) e vedere un segmento tangente; non sposti così il dato iniziale, che si modifica nel relativo campo.
4. Separare le variabili senza perdere soluzioni
Se y′=g(t)h(y), cerchiamo prima gli equilibri h(y)=0. Dove h(y)≠0 scriviamo y′/h(y)=g(t) e integriamo: ∫dy/h(y)=∫g(t)dt+C. È una conseguenza della regola della catena, non un’autorizzazione a trattare sempre dy e dt come numeri indipendenti. La relazione ottenuta può restare implicita.
Esempio: y′=2t(y+1). Prima troviamo y=−1, che è soluzione costante. Per y≠−1, ∫dy/(y+1)=∫2t dt dà ln|y+1|=t²+C. Esponenziando e incorporando segno e costante, y=Cet²−1; qui C=0 recupera anche l’equilibrio. Con y(0)=2 abbiamo C=3. Dividere subito per y+1 e dimenticare il caso zero avrebbe perso una soluzione.
5. Crescita, decadimento e tempi caratteristici
«La velocità di crescita è proporzionale alla quantità presente» si traduce in y′=ky. Per y≠0: y′/y=k, quindi ln|y|=kt+C e y=Cekt. L’equilibrio y=0 va incluso. Con y(0)=y₀ otteniamo y(t)=y₀ekt. Se y₀>0, k>0 produce crescita, k<0 decadimento; k=0 mantiene la quantità costante.
Esempio: y₀=5 e k=0,2 all’ora. Dopo 5 ore y=5e≈13,5914. Il tempo di raddoppio è ln 2/k≈3,4657 ore. Per y′=−λy con λ>0, il tempo di dimezzamento è ln 2/λ. k e λ hanno unità di tempo inverso: kt deve essere adimensionale. k=0,2 non significa moltiplicare per 1,2 ogni ora: il fattore continuo in un’ora è e0,2.
6. Raffreddamento verso un ambiente
Se l’ambiente resta a temperatura A e la variazione è proporzionale alla differenza rispetto all’ambiente, il modello è y′=−k(y−A), k>0. Con z=y−A si ha z′=−kz; dunque y(t)=A+(y₀−A)e−kt. Sopra A il corpo si raffredda, sotto A si riscalda; y=A è equilibrio stabile.
Una bevanda parte da 80 °C in un ambiente a 20 °C. Poniamo k=(ln 2)/10 al minuto: in 10 minuti la differenza dall’ambiente si dimezza e y(10)=20+60/2=50 °C; in 20 minuti y(20)=35 °C. Si dimezza lo scarto dall’ambiente, non il valore della temperatura del corpo. Il modello assume ambiente costante e coefficiente invariato: una curva matematica non sostituisce misure e verifica sperimentale.
7. Crescita con un limite: la logistica
Un modello esponenziale ignora le risorse finite. Introduciamo una capacità K>0: y′=ry(1−y/K), r>0. Gli equilibri sono y=0 e y=K. Per 0<y<K la crescita è positiva; per y>K è negativa. Separando, K/[y(K−y)]=1/y+1/(K−y): otteniamo ln|y|−ln|K−y|=rt+C.
Per y₀>0 la soluzione in avanti è y(t)=K/[1+(K/y₀−1)e−rt], inclusa y₀=K; per y₀=0 la soluzione è y=0, da trattare separatamente. Con K=10, r=1, y₀=2: y=10/(1+4e−t) e y(ln 4)=5. Per 0<y₀<K, la massima velocità si ha a y=K/2 perché y′=rK/4−(r/K)(y−K/2)². Questo non significa che ogni popolazione reale segua una logistica.
8. Equazioni lineari e fattore integrante
Una lineare del primo ordine ha forma y′+a(t)y=b(t); non devono comparire y² o prodotti yy′. Con a e b continui su un intervallo scegliamo μ(t)=exp(∫a(t)dt), che non si annulla. Poiché μ′=aμ, moltiplicando otteniamo μy′+μay=μb, cioè (μy)′=μb. Integrando e dividendo per μ: y=[C+∫μb dt]/μ. Una singola primitiva per μ basta: la sua costante moltiplicativa è irrilevante.
Esempio completo: y′+2y=4t, y(0)=1. μ=e2t; (e2ty)′=4te2t. Per parti, ∫4te2tdt=e2t(2t−1)+C. Quindi y=2t−1+Ce−2t. Dal dato iniziale 1=−1+C, C=2: y=2t−1+2e−2t. Verifica: y′=2−4e−2t; sommando 2y rimane 4t.
9. Esistenza, unicità e intervallo di validità
Non sempre un dato iniziale seleziona una sola soluzione. Una condizione sufficiente locale è: F continua in un rettangolo aperto attorno a (t₀,y₀) e localmente Lipschitz rispetto a y, uniformemente in t. Lipschitz significa che una stessa costante L controlla |F(t,y₁)−F(t,y₂)|≤L|y₁−y₂| in un intorno adatto. Una derivata parziale ∂F/∂y continua lì è una condizione sufficiente semplice da controllare. Si ottiene una soluzione unica su un intervallo abbastanza piccolo, non necessariamente per ogni tempo.
Unica ma non globale: y′=y², y(0)=1 dà y=1/(1−t), con intervallo massimale contenente 0 uguale a (−∞,1). Per t→1⁻ diverge. La stessa espressione razionale per t>1 non prolunga la soluzione attraverso il polo.
Non unica: y′=2√|y|, y(0)=0 ammette y=0 e, per ogni τ≥0, y=0 fino a τ e y=(t−τ)² dopo τ, per t≥0. Nel raccordo la derivata da entrambi i lati è 0, quindi sono vere soluzioni. F è continua ma non localmente Lipschitz in y=0. Il laboratorio mostra una di queste curve scelta con τ: non la presenta come l’unica soluzione.
10. Eulero: avanzare lungo la tangente
Con tₙ=t₀+nh e h>0, il metodo di Eulero esplicito usa la pendenza attuale per tutto il passo: yₙ₊₁=yₙ+hF(tₙ,yₙ). Per y′=y, y(0)=1 e h=0,5: y₁=1+0,5×1=1,5; y₂=1,5+0,5×1,5=2,25. A t=1 la soluzione è e≈2,71828: l’errore assoluto vale circa 0,46828.
Con sufficiente regolarità, su un intervallo fisso e con le necessarie condizioni di stabilità, l’errore globale è O(h): dimezzare h tende asintoticamente a dimezzarlo. Non è un limite d’errore certificato ricavato da due sole prove. Per y′=−ky, Eulero dà yₙ₊₁=(1−kh)yₙ: la stabilità asintotica richiede |1−kh|<1, dunque 0<kh<2. Per conservare anche la non negatività dei dati positivi occorre kh≤1. Oscillazioni numeriche non significano oscillazioni nel modello.
11. Heun: previsione e correzione
Heun esplicito valuta due pendenze: k₁=F(tₙ,yₙ); previsione ỹ=yₙ+hk₁; poi k₂=F(tₙ+h,ỹ). Corregge con la media: yₙ₊₁=yₙ+h(k₁+k₂)/2. Per y′=y, y₀=1, h=0,5: k₁=1, ỹ=1,5, k₂=1,5, y₁=1,625. Al passo seguente y₂=2,640625, più vicino a e rispetto a Eulero.
È un Runge–Kutta esplicito di ordine 2: nelle condizioni regolari l’errore globale è O(h²). Non è il trapezio implicito, che valuterebbe F nel valore corretto ancora incognito. Heun non è sempre migliore per ogni passo e problema: anche stabilità e dominio contano. Per y′=2√|y| con dato zero, entrambi i metodi restano esattamente a zero: è una soluzione valida, anche se una curva scelta con τ è diversa.
12. Un percorso pratico e il laboratorio
- Definisci quantità, variabile indipendente e unità.
- Traduci la legge in un’equazione e specifica il dato iniziale.
- Classifica: primitiva diretta, separabile, lineare o caso non coperto.
- Controlla equilibri e divisioni; ricava la soluzione e imponi il dato.
- Determina l’intervallo di validità; verifica derivata e dato iniziale.
- Confronta con il modello fisico e solo dopo con un’approssimazione numerica.
Nel laboratorio scegli un caso, modifica i parametri e premi Esplora. Il cursore, Un passo e Avvia fanno avanzare la costruzione numerica; la soluzione di riferimento resta visibile. Dimezza il passo per confrontare gli errori ai nodi. La tabella mostra valori e scarti; il dettaglio esplicita il calcolo dell’ultimo passo. Si tratta di sette famiglie guidate, non di un risolutore simbolico universale. Una griglia finita non dimostra esistenza, unicità o convergenza.
Esercizi: prova prima di aprire
1. Risolvi y′=2t, y(0)=−2.
Mostra la soluzione ragionata
Integrando y=t²+C; il dato dà C=−2. Quindi y=t²−2, definita su ℝ. La derivata è 2t e il valore iniziale −2.
2. y′=−0,5y, y(0)=8: valore dopo ln 4?
Mostra la soluzione ragionata
y=8e^(−t/2). In t=ln 4, e^(−ln4/2)=1/2, dunque y=4. Il dimezzamento richiede ln2/0,5=ln4.
3. Ambiente a 20, y₀=80: quando y=50?
Mostra la soluzione ragionata
Da 50=20+60e^(−kt), otteniamo e^(−kt)=1/2 e t=ln2/k. Per k=ln2/10, t=10 minuti. Si dimezza l’eccesso di temperatura, non 80.
4. Logistica K=10, r=1, y₀=2: quando y=5?
Mostra la soluzione ragionata
5=10/(1+4e^(−t)) implica 1+4e^(−t)=2, e^(−t)=1/4 e t=ln4. È il punto di massima velocità lungo questa crescita.
5. Quale soluzione perdi dividendo y′=2t(y+1) per y+1?
Mostra la soluzione ragionata
y=−1. Ha derivata zero e annulla il membro destro. Bisogna controllare gli zeri prima della divisione; la famiglia finale Ce^(t²)−1 la recupera con C=0.
6. Risolvi y′+2y=4t, y(0)=1.
Mostra la soluzione ragionata
μ=e^(2t). Integrando (μy)′=4tμ, y=2t−1+Ce^(−2t). Il dato impone C=2. La soluzione è 2t−1+2e^(−2t), valida per ogni t reale.
7. y′=y², y(0)=1: possiamo arrivare a t=2?
Mostra la soluzione ragionata
No: y=1/(1−t) diverge in t=1 e non si prolunga attraverso quel punto. La formula per t>1 è su un altro intervallo, non risolve il problema iniziale attraversando 1.
8. Due passi h=0,5 per y′=y, y₀=1: confronta Eulero e Heun.
Mostra la soluzione ragionata
Eulero moltiplica per 1,5: 1→1,5→2,25. Heun moltiplica per 1+h+h²/2=1,625: 1→1,625→2,640625. Confronta con e≈2,718281828; Heun è più vicino in questo esempio.
9. y′=−3y, h=1: perché Eulero oscilla e cresce?
Mostra la soluzione ragionata
Il fattore è 1−3=−2: 1→−2→4→−8. Il modulo supera 1, quindi il metodo è instabile mentre la soluzione e^(−3t) decade. Ridurre h è essenziale; per stabilità serve h<2/3.
10. Il metodo resta a zero ma la curva con τ=1 cresce: è un errore?
Mostra la soluzione ragionata
Per y′=2√|y|, y(0)=0 entrambe sono soluzioni. Senza unicità lo scarto rispetto a una curva scelta non prova che il metodo abbia mancato una soluzione unica. Il laboratorio etichetta il riferimento come scelta di una famiglia.